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Ordinario e non così ordinario Konoba
Le attrazioni dell' Istria sono divise in due capitoli principali: spettacolari
paesaggi marittimi come quello di Rovigno, e maestose colline, come Montona.
Verteneglio non appartiene a nessuna di queste categorie. Non è al mare,
e nemmeno propio su una collina. Il ristorante Astarea a Verteneglio non
attrae per le sue attrazioni esteriori. E anche quelllo che si pubblicizza
nelle guide è abbastanza scarso: il pesce allla griglia, l' agnello sotto la campagna.
"So what", e allora, direbbero gli Inglesi: Ma non è proprio "so what".
L' ospite che sà esattamente quello che vuole, uscira dal ristorante Astarea molto
soddisfatto. Esiste così un estremamente interessante combinazione di pietanze:
non l'agnello, ma il poesce arrostito sotto la campana di terracotta, (il cuoco usa
anche quella di metallo). E il solo pesce, su desiderio dell' ospite, verra messo in
un vassoio di terracotta, dal pardone e cuoco Anton Kernjus. Al pesce farà un contorno
di patate e capucci, e lo guarnirà con qualche conchiglia, e se è di boun umore anche
con qualche gamberetto. Il signor Anton è una persona cordiale, di boun umore che
ampiamente e volentieri spiegherà il suo credo gastronomico. Nel rispetto della
tradizione ha imesso anche abbastanza personalita, anche un po nascosta.
Il pasto, nel qual centro c' è il pesce arrostito sotto la campana, o la čripnja,
come dicono gli Istriani, deve cominciare con le capesante alla griglia. Quando le
conchiglie divetano tiepide, Anton le bagna con un brodo speciale condito con aglio,
malvasia, oglio d' oliva e cognac. L' aroma che incomincia ad estendersi dal brodo,
fa diventare gli ospiti pericolosamente affamati. Cosi, le capesante hanno fatto
scomparire il prosciutto dalla posizione dell' antipasto, e per questa ragione,
in Astarea, il prosciutto Istriano straordinario, di maiale controllato e di origine
onorevole, prenderà il posto del dessert. E il dessert sarà, così,
in due parti: il prosciutto e un strudel semplice di melle. Semplice? Non propio.
Arrostito sotto la campana, in vassoio di terracotta, discretamente condito col
fumicino della griglia.
Anton lavora sette giorni a settimana dalla tarda mattina alla mezzanotte,
per tutta la stagione. Non è noto quando riposa.
scritto da:
Rene Bakalović
preso dalla rivista:
GLOBUS, 30.8.2002.
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